New York

No doubt

L’ho detto più volte, scherzando ma non troppo: tra le cose che dovrebbero essere rese obbligatorie, almeno una volta nella vita, c’è correre una maratona.
Che non vuol dire vincerla, nè battere chissà quale avversario.
Vuol dire darsi un obiettivo, prendersi un anno e costruirsi un viaggio bellissimo, indimenticabile.
Poi una volta fatta potete tornare alla vostra vita di prima.
Ma niente, in realtà, sarà più come prima.

Linus, prendendo ad esempio l’impresa di Alicia Keys, ci ricorda e mi ricorda il motivo per cui ho mandato letteralmente a puttane una serie abbastanza considerevole di fine settimana a partire da agosto fino a oggi.

Potrei provare a spiegarlo a parole, ma gli ultimi secondi del video che ha postato Alicia sono la risposta a molte domande che molte volte mi sento fare. Non ho dubbi che la Keys l’abbia fatta tutta, dal primo all’ultimo chilometro. Sia perché è andata piano, sia perché certe facce non mentono.

Sono felice di aumentarla di grado nella classifica degli artisti che più sento di stimare, sia dal punto di vista musicale che da un lato “umano” di quello che ci offrono. Well done, Alicia.

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42 km e 195 metri

Però, prima che mi diciate che parlo sempre di corsa, vorrei ribadire un concetto che ho già espresso più volte: dovrebbe essere obbligatorio correre UNA maratona nella vita. La gara, ma soprattutto il percorso di avvicinamento, sono un tale viaggio fisico e mentale che rappresentano un’emozione che pochissime altre esperienze vi possono regalare. Una sola, poi potete tornare al vostro divano.

VIA: Linus Blog

Banksy in NY

Banksy è un writer newyorkese, un artista misterioso che non conoscevo prima di pochi giorni fa. I suoi disegni sono veri e propri oggetti da collezione, e valgono migliaia di dollari.

Sto seguendo giornalmente le sue ultime opere, che fanno parte di un progetto chiamato “Better Out Than In”, nel quale è prevista un’opera al giorno durante tutto il mese di ottobre in diversi quartieri di New York.

La cosa fantastica è che non sempre si parla di murales, o graffiti, ma anche di video, installazioni, sculture e perfino un passaggio di un camion che trasportava peluches che emettevano versi.

Naturalmente, questo tipo di arte non è molto gradita al sindaco. A me, invece, piace un sacco.

Foto: Banksy

Traghettatori di pedoni distratti

“I can help you walk and text”, questo c’è scritto sulla casacca. Loro sono dei volontari che a New York (e dove, sennò?) hanno avuto l’idea di creare un gruppo di guide per pedoni distratti.

E’ ormai prassi comune di tanti di noi, me compreso, camminare e digitare sullo smartphone. Essendo la grande mela un tantino più caotica, i rischi di incidenti sono elevati e quindi perché non farsi aiutare da questi traghettatori urbani? Così puoi continuare a scrivere e consultare senza distogliere lo sguardo dal cellulare, agganciandoti con una mano alla loro pettorina.

L’idea, a mio avviso, è geniale e per niente stupida. Chissà se in futuro vorranno rendere il servizio fruibile dietro pagamento…intanto guardatevi il video.

Via: Il Post

Giovanni Soldini e il valore della natura

Giovanni Soldini ne ha fatta un’altra delle sue, compiendo la tratta New York-San Francisco a tempo di record passando da Capo Horn a bordo della barca a vela Maserati.

Le sue parole, all’arrivo dopo l’ennesima impresa, fanno riflettere non poco:

…per la maggior parte del tempo pensiamo di poter governare la natura. Non è così. E si vede…una decina di iceberg a Capo Horn, non uno, non si erano mai visti. Vuole dire che il clima sta cambiando rapidamente. Mi hanno sempre insegnato che i venti sono la memoria delle correnti. E noi abbiamo trovato i venti dominanti che arrivano da Est, anziché da Ovest come sempre accaduto. Uno stravolgimento che potrebbe cambiare, ad esempio, la corrente del golfo con conseguenze poco immaginabili, ma certamente catastrofiche. Vi siete mai chiesti perché in Inghilterra sono così preoccupati di questa storia del clima? Londra potrebbe diventare come il Canada senza quella corrente… Avremmo il dovere di pensare un pò di più a quello che facciamo, anche nelle cose di tutti i giorni (come spegnere le luci o non usare sempre le auto). E pensare di rispettare di più la terra, almeno per i nostri figli. Quando vedo la centrale a carbone in piena La Spezia mi chiedo cosa stiamo facendo?”

E’ bene che a ricordare queste cose siano personaggi che possono far sentire la loro voce, è bene che lo facciano tanti altri. Sento parlare troppo poco di inquinamento, legato anche alle imprese sportive. Leggevo tempo fa un articolo sulle spedizioni di massa sull’Everest e del mostruoso inquinamento che ne deriva a ridosso dei campi base. E’ bene che se ne parli molto di più, perché poi sarà troppo tardi per affrontare il conto che la natura ci farà pagare.

Ricordo ancora le parole di Soldini l’indomani del passaggio a Capo Horn: “E’ andata bene, il mare ci ha fatto passare”. Spero che il mare ti faccia passare tante altre volte, caro Giovanni. Trovate qui le foto dell’arrivo.