pd

Analisi flash del voto Europeo

La prima volta che non voto il PD da diversi anni a questa parte e si becca più del 40% doppiando il secondo classificato.

Bastava dirmelo, porca puttana.

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Chi ci ha guadagnato?

Non comprendo i commenti entusiasti degli anti-Grillo dopo la pagliacciata della diretta streaming di ieri. Davvero, non capisco.

Credo sia abbastanza chiaro che molti di quelli che avevano chiesto l’intervento di Grillo volesse proprio quel tipo di comportamento da parte sua di fronte a Matteo Renzi e Delrio. Certo, ci saranno delusi tra i votanti del M5s, ma nessuno di questi deciderà che da oggi starà dalla parte di Renzi.

Il motivo secondo me è semplice.

Bah. “Vi meritate di più, amici”. “Le parole di comprensione del candidato premier verso gli “amici” o i “cari elettori” traditi nei fatti dalle promesse del movimento, non fanno altro che aumentare la distanza che li separa.
Non ti considerano un loro amico, non vogliono il tuo abbraccio. Voterebbero Berlusconi, pur di non passare dalla tua parte, questa è una cosa che nel PD si devono mettere bene in testa. Molti del PD sono passati o passano ai 5 stelle, ma nessuno dei 5 stelle tornerebbe al PD, soprattutto se guidato da Matteo Renzi, a me sta faccenda sembra fin troppo chiara e irreversibile.

Renzi ha fatto bene ad incontrare Beppe Grillo, e ha fatto bene ad andarsene, anzi forse è rimasto pure troppo.
Poi però, in conferenza stampa e sui social, doveva semplicemente dire la cosa che TUTTI ieri hanno pensato:

“Beppe Grillo è un cazzone e un maleducato. E oggi ne avete avuto una riprova.”

Stop. Nulla di più. Almeno sarebbe stato sincero.

Listone Fanese

Daniele Sanchioni è il candidato sindaco di Fano per la coalizione del Centrodestra, ed ha presentato in questi giorni la sua candidatura con una cena. Nel comunicato, leggo questo.

Siamo una grande Coalizione: 11 forze politiche tra partiti e liste civiche.

11 (undici) forze politiche in una sola lista.

Credo che questa faccenda nasca malata in partenza, per diversi motivi.

Ditemi voi se sia possibile governare anche un solo semplice comune con un numero simile di partiti e partitini, soprattutto dopo l’esperienza degli ultimi anni in cui gli assessorati più problematici erano guarda caso gestiti da personaggi non facenti parte della lista civica vincitrice (a caso mi viene da fare il nome di Silvestri). E’ inevitabile che in meno di cinque anni la cosa diventi ingestibile.

Seconda cosa, come ha detto Oscardo Ferri (se non vado errato), quella che era stata una strategia vincente prima con Aguzzi (candidare un ex-centrosinistra in lista con il centrodestra) non è detta che possa funzionare una seconda volta, soprattutto se si esce da un quinquennio non proprio favoloso alla guida della città.

Un’altra cosa che si potrebbe dire, magari, è che invece che provenire dalla sola Agricoltura, il candidato proviene direttamente dal PD, ed è pure assessore provinciale sotto lo stesso partito, e non mi sembra che si sia ancora degnato di dare le dimissioni, cosa che io riterrei opportuna se, come dichiara lui stesso, ritiene il Partito Democratico “un partito da rottamare”.

Buona campagna, in senso elettorale ma anche in senso agricolo.

Frase del giorno

Io penso che anche Renzi voti per me nel segreto dell’urna perché sono l’unico che punta a mandare a casa le larghe intese

Pippo Civati, con l’intervista pubblicata su Repubblica oggi, si conferma l’unico motivo valido capace di farmi compiere uno sforzo terribile domenica prossima, ovvero andare a spendere 2 euro per votare il candidato segretario alle primarie PD.

My Two Euro for Pippo Civati

Ho iniziato a seguire con un certo interesse la corsa alla segreteria del PD, in vista delle primarie che si terranno l’8 dicembre.

I candidati, per chi non lo sapesse, sono Civati, Cuperlo, Pittella e Renzi. Sono stati pubblicati anche i documenti congressuali, una sorta di manifesto programmatico sulle idee che hanno i candidati, cosa vogliono fare di questo sgangherato PD ed in prospettiva cosa vogliono fare di questo paese in caso di eventuale futuro governo.

Per quanto mi riguarda, credo che andrò a votare. Ho scartato da subito le opzioni Pittella e Cuperlo, cercando di capire chi tra Civati e Renzi sia meritevole di un voto.

Ho scaricato i pdf di entrambi, mi son letto prima quello di Renzi (totale 18 pagine), ed in seguito ho letto pure quello di Civati (sono 70 pagine…), e la mia idea me la sono già fatta e ho paura che sia dura cambiarla da qui a dicembre.

Non è il miglior Renzi quello che abbiamo di fronte, questo credo sia chiaro a tutti quello che lo hanno seguito da un po’ di tempo a questa parte. Non dico mediaticamente parlando, ma proprio nei contenuti stessi. Civati, da molti punti di vista, sembra molto più sul pezzo, consapevole e soprattutto politicamente pronto per una segreteria del partito. Non parla per grandi linee, finora ha esposto idee chiare e seguito linee coerenti. Su molte cose, forse troppe, Renzi è ripetitivo pur vagando nell’astratto, per luoghi comuni ed utilizzando slogan che ormai non hanno più, almeno sul sottoscritto, l’effetto desiderato.

Tifavo per Renzi, un anno fa, e lo votai. L’ho sempre seguito con interesse, ma in questo momento sinceramente non me la sentirei di dargli il mio voto. Quanto a Civati, sarebbe un vero peccato vederlo perdere un’occasione simile solamente per l’evidente gap mediatico che lo separa da Matteo. Mi è parso lampante il fatto che Pippo stia lavorando da molto più tempo a questo progetto, e soprattutto con le giuste prospettive e la dovuta competenza su tutta una serie di problematiche, soprattutto interne al partito, che vanno risolte e cambiate prima di ripresentarsi per guidare un governo. Su tesseramento, partecipazione, idee, prospettiva e tanti altri punti Civati mi ha convinto.

Al momento, senza dubbi, il mio appoggio va a lui, pur consapevole di giocare una partita della quale credo sappiamo già tutti il risultato.

Per contro, non dico che rinnego Renzi, dico solo che lo vedrei molto meglio in un altro ruolo, ma non in quello di segretario del Partito Democratico.

Certo che, nostalgicamente, ripensando alla prima Leopolda, è davvero un peccato pensare a queste due persone così diversamente capaci e che non sono riusciti a portare avanti assieme quel grande progetto comune. Peccato, davvero.

Cosa vi aspettate?

La recente (e anche non recente) storia politica italiana ci insegna che una supposizione sfavorevole del giorno prima, specialmente se riguardante Berlusconi e il Pdl, venga puntualmente e clamorosamente smentita il giorno dopo.

Nel contesto odierno, non vi aspettate un voto di fiducia al Senato, perché secondo me e secondo quelli che sono i “rumors” mattutini sembra che non ci sia. E non mi sorprende affatto, perché è stolto pensare ad un tradimento collettivo da parte di persone prive di coraggio, e che non credo riescano a tirarlo fuori in un momento tanto delicato. Ricordate la vicenda di Alfano premier e delle primarie per il candidato Pdl? Pensate che abbiano il fegato per tradirlo? Dai, su. Ci sarà stato l’ennesimo tentativo di convincimento andato a buon fine in cambio di chissà quali contropartite. Lo stesso metodo che da anni tiene sotto scacco tutto il nostro paese, ammaliato da promesse e da accordi che puntualmente non vengono rispettati, ma che non possiamo rifiutare nel momento in cui vengono proposti.

Quindi, vedremo che ne sarà di questo governo, ma temo che oggi si viva una giornata molto simile a quella andata in scena per il tentativo di Prodi al Quirinale. Partenza fiduciosa del PD, speranze che si dissolvono, delusione inconcepibile, ennesima sconfitta.  Vedremo.

+++Update delle 14:54 del 02/10+++

Alla fine, tra pianti e scene da libro cuore, Berlusconi ha deciso di votare la fiducia. La cronaca, qui. Il tweet del giorno, scritto da un giornalista del WSJ, è questo (ovvero, come ci vedono da fuori):

Massimo D’Alema, in una frase

Non ho mai nascosto il mio “astio politico” per Massimo D’Alema. Unito, da sempre, ad un inspiegabile “fascino politico” che innegabilmente lo stesso personaggio da sempre ricopre.

Ecco, questo mix letale di attrazione e repulsione, è spiegato dannatamente bene nella battuta riportata oggi da Matteo Renzi nell’intervista al Corriere. Dice Renzi che durante l’ultima direzione Pd “baffino” si sarebbe avvicino a Matteo Orfini (esponente più noto della corrente interna dei cosiddetti “giovani turchi”) pronunciando la seguente frase:

“Vedo che finalmente ci sono giovani turchi che fanno qualcosa di interessante. Peccato che siano a Istanbul»

E’ spettacolare.