quirinale

Dare un segnale al Paese

Senza Parole.
 

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“Sei sicuro che lo stampano?”

Siamo degli illusi. Ci illudiamo di poter cambiare il futuro con un voto, di poter decidere il destino di un paese con la nostra volontà. Ma la realtà è diversa, per chi crede nella buona politica e nella democrazia gli ultimi giorni dovrebbero spegnere tutte le speranze riposte negli ultimi partecipati mesi.

L’evidenza dei fatti ci mostra la vera sostanza della politica, lontana da quello che compare agli occhi della gente con le interviste, le assemblee ed i congressi, una politica popolata di lupi e di manovratori nascosti che sanno sempre come e quando intervenire per spostare equilibri e modificare schieramenti. C’é sempre qualcuno più forte della voglia di buona politica.

In soli 3 giorni di elezioni per il Quirinale è stato messo in pratica tutto il repertorio del “fare politica” alla vecchia maniera, quella che vedevamo così lontana dopo le belle storie delle primarie PD e l’ascesa dei cinque stelle che dovevano mandare tutti a casa. Tutto come prima, peggio di prima se possibile.

In questi momenti, mi torna in mente la scena finale de “I 3 giorni del condor”, un film esageratamente attuale, sempre attuale. Il contesto è un altro, la sostanza la stessa, ovvero puoi fare quello che vuoi, ma non riuscirai a cambiare nulla del sistema. Una scena da brividi, un film che consiglio a tutti di vedere o rivedere.


P.s.: immutata stima per Giorgio Napolitano, pluri Santo Subito.

Attacco frontale

Matteo Renzi ha iniziato la prima battaglia della campagna elettorale, quella interna con la radice storica del PD. E’ conscio che prima deve sistemare le faccende di casa, e poi uscire fuori e affrontare il resto del paese. In questo contesto, gli attestati di non-stima di Bersani, ma soprattutto di Finocchiaro e Fioroni, sono ottimi viatici per creare quella spaccatura che Renzi ritiene necessaria per il suo futuro politico come esponente del Partito Democratico.

Non capisco quanto ci sia di ragionato e quanto di incosciente nel comportamento del sindaco di Firenze, ma in questo limbo politico in cui siamo finiti, forse è proprio un po’ di “cosciente incoscienza” quella che ci vuole per emergere in un panorama politico che ha incassato pure la deludente normalità dei parlamentari a 5 stelle.

A pochi giorni dalle votazioni per il nuovo presidente della repubblica, spicca la lettera che lo stesso Renzi ha scritto oggi a Repubblica, che va ben oltre il discorso immediato del Quirinale. Renzi ha voluto mettere in chiaro alcune cose riferendosi direttamente all’elettorato del mondo cattolico, casomai si aspettassero qualcosa in futuro.

“Non mi interessa che il prossimo presidente sia cattolico. Per me può essere cristiano, ebreo, buddista, musulmano, agnostico, ateo. Mi interessa che rappresenti l’Italia…

…I politici che si richiamano alla tradizione cattolica, invece, sono spesso propensi a porsi come custodi di una visione etica molto rigida. Non c’è peggior rischio di incrociare il cammino con i moralisti, specie quelli senza morale. Personalmente dubito di chi riduce il cristianesimo a insieme di precetti, norme etiche alle quali cercare di obbedire e che il buon cristiano dovrebbe difendere dalle insidie della contemporaneità. Questo atteggiamento, così frequente in larga parte del mondo politico cattolico, è a mio giudizio perdente…