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Chi siamo e chi non siamo

Dopo giorni di riflessione, ieri ho sentito di aver definitivamente plasmato il mio pensiero sui fatti di Parigi.

Sinceramente, nel giorno dell’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, il mio pensiero di fondo era uno: siete stati stupidi. Stupidi a non capire che tutto questo era prevedibile, annunciato e frutto di un mancato rispetto verso un punto troppo sensibile del pensare ed agire di alcuni. Stupidi a non smettere di provocarli e sfidarli, quando già i segnali erano stati diversi ed espliciti.

Per quanto potessi maledire gli attentatori, provavo a ricercare dove stava il profondo del loro odio, quel rispetto mancato verso il loro credo più intimo, e da qualche parte trovavo anche qualche giustificazione.

E poi si, #JeSuisCharlie come hanno detto in tanti, ma anche no, che non lo sono, come hanno scritto e pensato in altrettanti. Cioè, io vi capisco e sono dalla vostra, però io non le avrei fatte quelle vignette, non mi interessa prendere in giro la religione, quindi perché devo essere dei vostri?

Infine, le ondate di persone di questi giorni e di ieri pomeriggio a Parigi.
Questo si, mi ha fatto riflettere e capire da che parte guardare la faccenda.
Credo che il senso di tutto stia nel cartello più scemo che ho visto ieri, ovvero questo:

“Non sono nè a favore nè contrario, mi piace solo girare per strada con un cartello”

E’ tutto qui.
Mi prende voglia di scendere in strada con un cartello, non me ne frega un beato delle vignette, della religione, delle bombe e del terrore…beh, che c’è di male?
E’ un concetto immenso, più grande di noi.
Non si paga perché non ha prezzo.
Crea invidia, soprattutto in chi non la può possedere.

Si chiama Libertà, ed è una grande cosa.

Ecco, a me piace stare qui, dalla parte della Libertà.

Klopp e il calcio semplicità

D: Non le piace il calcio di Guardiola?

R: “È perfetto. Ma non è il mio sport, non è la mia filosofia. Non mi piace il calcio della serenità, mi piace il calcio delle battaglie. La pioggia, il fango, mi piace uscire dal campo con la faccia sporca, con le gambe così pesanti da credere che non riuscirai a giocare per settimane. Io esulto anche per una palla recuperata. Questo è il Borussia”.

Oggi su Repubblica é uscita una bellissima intervista a Jurgen Klopp, allenatore del Borussia Dortmund, probabilmente il personaggio calcistico del 2013, almeno per quanto mi riguarda (ma non sono il solo a pensarla così). Un sistema di gioco fondato su resistenza e corsa, nel 2013, e giocarsela con tutti pur non avendo fior di campioni.

Amo la tattica, adoro Mourinho e Guardiola nella loro diversità, onore a Jupp Heynckes, ma il vero miracolo dell’anno è il suo Borussia, e si merita un premio per quello che ha costruito. E poi, dopo la scena di Napoli, s’é guadagnato l’immortalità.

Silk Road chiuso dall’FBI

L’FBI ha deciso di chiudere Silk Road, un market online dove si poteva comprare praticamente ogni tipo di cose illegali. Una cosa abbastanza complessa, ma molto redditizia.

Tempo fa ne parlò Riccardo Luna in un bel post su Repubblica, grazie ad un amico riuscì ad entrare, ci fece un giro dentro e raccontò questa esperienza. Rende l’idea di cosa sia.

funziona in bitcoin: una delle più note monete alternative nate sul web. Vengono prodotti automaticamente da una rete di computer volontari in base a un algoritmo ideato nel 2009 da un misterioso giapponese poi sparito nel nulla, Satoshi Nakamoto. Da allora, con alti e bassi, i bitcoin sono diventati una vera valuta per transazioni online: oggi ce ne sono in circolazione circa otto milioni con un cambio ufficiale: un bitcoin vale circa 3,8 euro. Ecco, la seconda cosa da fare per stare su Silk Road, dopo aver installato Tor, è aprirsi un conto in bitcoin in uno dei tanti siti web che li distribuiscono. I vantaggi sono numerosi: in testa l’anonimato delle transazioni. Chi li gestisce ha sostenuto che in realtà la polizia se volesse potrebbe risalire a chi ha comprato e venduto visto che tutti gli spostamenti di questa moneta alternativa sono tracciati da un server. A loro volta da Silk Road hanno ribattuto che ogni volta che i loro clienti concludono un affare, i server mandano così tante operazioni fasulle contemporanee che risalire ai veri protagonisti è virtualmente impossibile.

+++update del 04/10/2013+++

E’ uscito un ottimo articolo del Post che spiega come è stato preso il capo di Silk Road. Consigliato.

Bergoglio e Scalfari – Parte II

Ora vediamo se riesce pure a mettere alla porta uno come Bagnasco. E poi, si, potrei finire col comprarmi un poster di Jorge Bergoglio.

Il proselitismo è una solenne sciocchezza, non ha senso. Bisogna conoscersi, ascoltarsi e far crescere la conoscenza del mondo che ci circonda. A me capita che dopo un incontro ho voglia di farne un altro perché nascono nuove idee e si scoprono nuovi bisogni. Questo è importante: conoscersi, ascoltarsi, ampliare la cerchia dei pensieri. Il mondo è percorso da strade che riavvicinano e allontanano, ma l’importante è che portino verso il Bene.

L’intervista completa, bellissima, la trovate qui.

La coscienza

Piccola premessa etico-religiosa. Nella mia concezione di Dio, di religione, di questioni importanti diciamo, alla base ci sta questo ragionamento: tu fai del tuo meglio, dai quello che puoi, e poi, chissà, forse qualcuno te lo riconoscerà un giorno, ma di sicuro non avrai sbagliato verso te stesso e verso gli altri che fanno parte della tua vita.

Jorge Bergoglio, credo il personaggio dell’anno, oggi ha risposto a Scalfari che gli aveva scritto dalle pagine di Repubblica. Mi sono scomodato ad acquistare un abbonamento settimanale di Repubblica, pur di leggere tutto. Le sue parole, in effetti, non mi hanno lasciato indifferente. Well Done, Francesco.

“Mi pare che ciò che Le sta a cuore è capire l’atteggiamento della Chiesa verso chi non condivide la fede in Gesù. Innanzi tutto, mi chiede se il Dio dei cristiani perdona chi non crede e non cerca la fede. Premesso che – ed è la cosa fondamentale – la misericordia di Dio non ha limiti… La questione per chi non crede in Dio sta nell’obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c’è quando si va contro la coscienza”