sindaco

I piccioni del sindaco

In questo periodo faccio fatica ad aggiornare il blog, ma oggi mi è tornato in mente un servizio grandioso della nostra tv locale.

Uno spaccato di realtà di periferia. Il problema dei piccioni che tormentano la coltivazione di un campo agricolo ai confini di Cuccurano (diciamo lower west side).

E’ andato in onda alcuni giorni fa, per chi se lo fosse perso lo ripropongo.

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Lettera aperta al nuovo Sindaco di Fano

Durante questa campagna elettorale per le amministrative di Fano, è andata tanto di moda la comunicazione tramite “lettera aperta”. Mi accodo agli altri, e pure io mi permetto di scrivere il mio pensiero, diretto al nuovo sindaco, Massimo Seri.

Caro Massimo, 

Auguri. Ne hai bisogno.

Marco Ceppetelli

Foto: FanoInforma

Analisi flash del voto comunale a Fano

Una sola lista, solamente 24 candidati come consigliere comunale, meno di 5.000 euro di budget per spese elettorali. Risultato: 6.923 voti. Ovvero Ballottaggio con il candidato di centro sinistra, Massimo Seri.

“Fano a 5 Stelle” ha dato vita ad un piccolo miracolo elettorale locale di cui sono fiero di aver fatto parte, arrivando davanti a coalizioni molto più blasonate e sulla carta con numeri, candidati, e mezzi a disposizione molto più potenti.

Si ritorna a votare domenica 8 giugno. Farò la mia parte fino in fondo.

Foto: Occhio alla Notizia

Il punto su Fano a -3 dalle Amministrative

Ci siamo quasi, 3 giorni al doppio voto per le Amministrative ed Europee 2014.

La mia città, Fano, rinnova la giunta comunale dopo gli ultimi due mandati targati Aguzzi, con uno sfavillante primo quinquennio ed un deludente e quantomai controverso, discusso e pessimamente concluso secondo mandato.

Cosa ci attende, ora? L’incertezza regna sovrana. Abbiamo 7 candidati sindaco, di cui ben 4 legati chi più e chi meno ad una politica di centrodestra, ovvero Paolini, Delvecchio, D’Anna e Carloni. Un esule dal PD, Sanchioni, che è rimasto in una terra di mezza chiamata lista civica Prima Fano.
Mentre i restanti due sono Seri (che ha vinto le primarie per la coalizione di centrosinistra) e Omiccioli, candidato del Movimento 5 stelle (che include pure Bene Comune).

Le vicissitudini che hanno portato a così tanti candidati sono molteplici, su tutto a me è parsa evidente e vitale per tutti l’importanza di ricavarsi un posto in Consiglio e perseguire interessi personali, anche stracciando accordi tra partiti in origine raggruppati sotto la stessa lista. Alcune di queste candidature sono la diretta conseguenza della disastrosa faccenda riguardante la lista “Uniti per Fano”, naufragata dopo lo strappo di Mirco Carloni.

Provo ad andare al sodo, facendo alcune considerazioni personali.
L’unica cosa certa è che si andrà al ballottaggio. La frammentazione della destra ha sicuramente avvantaggiato Seri su tutti gli altri, ma allo stesso tempo gli impedirà sicuramente di vincere al primo turno.
Con Seri, pare intuire che se la possano giocare in molti, inizialmente io avevo dato per scontato un ballottaggio Seri-Carloni, ma le voci che si rincorrono negli ultimi giorni sembrano dare molto ravvicinati lo stesso Carloni, Delvecchio e la variabile “Fanoa5stelle”, per me sempre difficile da intercettare. Considero fuori dai giochi gli altri tre candidati.

Personalmente, ho fatto la mia scelta: voterò Fano a 5 stelle, sia come candidato sindaco, ovvero Hadar Omiccioli, sia per la preferenza come consigliere, che andrà ad un amico con cui ho avuto il piacere di parlare di politica e confrontarmi in questi mesi.

E’ una scelta strana, per quanto mi riguarda, dato che mi vedo abbastanza lontano dal Movimento5stelle nazionale e non lo voterò alle Europee (a differenza di molti, io credo nell’Europa e nell’Euro), ma che a carattere locale ho voluto ripensare, sia per la vicinanza a chi vi partecipa attivamente, sia per alcune proposte (una su tutte, data l’incompetenza che ha regnato in alcuni assessorati chiave) che hanno fatto in campagna elettorale. Non riesco a votare il PD fanese, non sono abbastanza di sinistra per spingermi verso SEL, non ho valutato bene la proposta di Massimo Seri ed escludo a priori il voto per Delvecchio Sanchioni e Carloni, autori di una commedia grossolana che a distanza di pochi mesi ancora faccio fatica a dimenticare.

Credo sia arrivata l’ora di capire effettivamente se quelli dei cinque stelle sono capaci di fare qualcosa, è ora che si prendano le loro responsabilità per almeno 5 anni. Criticarli senza averli prima messi alla prova mi sembra fin troppo facile, e sinceramente mi sono anche rotto le balle di dare nuova fiducia a coalizioni che purtroppo l’hanno puntualmente tradita, chi prima e chi dopo. Preferisco sbagliare puntando su una variabile sconosciuta.

Foto: VivereFano

Ci piace ricordarlo così

In principio, fu il video agricol-friendly di presentazione:

Poi, venne l’account Instagram. Fatto bé.

Ma come dimenticare anche l’account Twitter, e naturalmente anche la pagina Facebook.

Ora, a distanza di un mese e mezzo, è stato lasciato solo come un cane.

Non ti dimenticheremo, piccolo grande amico della Natura.

Listone Fanese

Daniele Sanchioni è il candidato sindaco di Fano per la coalizione del Centrodestra, ed ha presentato in questi giorni la sua candidatura con una cena. Nel comunicato, leggo questo.

Siamo una grande Coalizione: 11 forze politiche tra partiti e liste civiche.

11 (undici) forze politiche in una sola lista.

Credo che questa faccenda nasca malata in partenza, per diversi motivi.

Ditemi voi se sia possibile governare anche un solo semplice comune con un numero simile di partiti e partitini, soprattutto dopo l’esperienza degli ultimi anni in cui gli assessorati più problematici erano guarda caso gestiti da personaggi non facenti parte della lista civica vincitrice (a caso mi viene da fare il nome di Silvestri). E’ inevitabile che in meno di cinque anni la cosa diventi ingestibile.

Seconda cosa, come ha detto Oscardo Ferri (se non vado errato), quella che era stata una strategia vincente prima con Aguzzi (candidare un ex-centrosinistra in lista con il centrodestra) non è detta che possa funzionare una seconda volta, soprattutto se si esce da un quinquennio non proprio favoloso alla guida della città.

Un’altra cosa che si potrebbe dire, magari, è che invece che provenire dalla sola Agricoltura, il candidato proviene direttamente dal PD, ed è pure assessore provinciale sotto lo stesso partito, e non mi sembra che si sia ancora degnato di dare le dimissioni, cosa che io riterrei opportuna se, come dichiara lui stesso, ritiene il Partito Democratico “un partito da rottamare”.

Buona campagna, in senso elettorale ma anche in senso agricolo.